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Storia

Non risulta che la zona di Chamois fosse abitata in epoca preromana e romana, benchè in Valtournenche si siano ritrovate varie tracce di insediamenti preistorici e proto storici.
Probabilmente i primi coloni vi si insediarono in modo stabile durante i primi secoli del basso Medioevo, quando la progressiva espansione demografica che seguì l'anno Mille provocò il dissodamento e il popolamento di ampie aree, prima disabilitate o sfruttate soltanto stagionalmente per la transumanza.
Nel XIV secolo Chamois era un feudo dei signori di Challant-Montjovet: il che costituiva un'anomalia, poichè quasi tutte le altre comunità della Valtournenche appartenevano ai signori di Challant-Cly, ivi compresa quella di Antey-Saint-Andrè, dalla quale Chamois dipendevano dal punto di vista ecclesiastico; è quanto si deduce dai testamenti di Ebalo Magno di Challant del 23 maggio 1323, e di suo nipote Yblet del 15 febbraio 1405.
Il figlio di costui, François, primo conte di Challant, concesse ai suoi sudditi della signoria di Chatillon una carta di franchigie, il 21 maggio 1486: da essa risulta che Pontey e Chamois facevano appunto parte di tale signoria.
Se ne ricordò nel 1691 Vittoria Solaro della Moretta, moglie di François de Challant barone di Chatillon, quando la valle d'Aosta fu invasa dalle truppe del re di Francia Luigi XIV, la baronessa abbandonò allora il castello di Chatillon e si rifugiò con i figli tra i fedeli sudditi di Chamois, che l'accolsero con gioia e l'avrebbero ospitata a lungo, se il marchese de La Hoguette, comandante dell'esercito francese, non l'avesse scovata e riportata a Chatillon, dove la tenne signorilmente in ostaggio.
Chamois era ancora nel "ressort de Chatillon" quando, il 21 luglio 1681, il vescovo di Aosta, Albert-Philibert Bailly ne decretò l'erezione a sede parrocchiale, sotto il patronato di San Pantaleone, distaccando il suo territorio dalla chiesa madre di Antey-Saint-Andrè.
Gli Chamoisiens ricostruirono e ingrandirono la preesistente cappella di Corgnolaz (già restaurata nel 1632) e il nuovo edificio venne consacrato dal vescovo Amédée Milliet d'Avillars nel 1707.
La chiesa, ricostruita nel 1838, contiene un altar maggiore barocco del XVIII secolo; dei precedenti edifici si conservano una croce astile del XV secolo e un calice del 1614. Il XVIII secolo rappresentò un periodo di grandi cambiamenti.
In seguito alla costruzione della chiesa, Corgnolaz sostituì il villaggio di La Ville (o Grand-Ville) come capoluogo della comunità, che nel 1707 contava 320 abitanti, nel 1782 ben 386 e nel 1790 352.
Il territorio di Chamois venne inoltre aggregato al mandamento di Cly e nel 1751 il marchese Giacomo Bergera, barone di Cly, la affrancò dai residui censi feudali a lui dovuti. Infine, nella seconda metà del secolo, si diede il via alla fondazione di scuole pubbliche: va segnalata in particolare, a La Ville, quella riservata alle ragazze, voluta da Jean-Jacques Perruquet, di Valtournenche, parroco di Chamois dal 1740 al 1750.
Nell'800 si continuò a promuovere l'istruzione popolare, tanto che all'inizio del 1900, a Chamois si contavano ben quattro scuole.
Altre iniziative di interesse collettivo furono: della fondazione delle latterie sociali di Corgnolaz nel 1873 (la cui attività è durata esattamente un secolo, fino al 1973) e di Crépin nel 1896 (tuttora esistente); la costruzione del Municipio nel 1885 (sostituito da una nuvoa sede comunale nel 1973), e la cooperativa cattolica interparrocchiale di consumo Antey-Chamois (detta "la Boutique des Prétes"), istituita a fine secolo e cessata verso il 1930.
Mentre in precedenza la popolazione si era mantenuta relativamente costante (352 abitanti nel 1911, 351 nel 1838, 373 nel 1848), nella seconda metà del XIX secolo e soprattutto all'inizio del XX la crisi economica che investì la Valle d'Aosta provocò un fenomeno migratorio, che incise a fondo nella struttura sociale locale: nel 1861 si contarono soltanto 332 abitanti, 322 nel 1871 e per 346 nel 1881.
Nel 1887 emigrarono quindici persone, ben 38 nel 1906 e altre 16 nel 1913: gli abitanti scesero così a 318 nel 1901, a 313 nel 1911, a 279 nel 1921, a 214 nel 1931 e a 194 nel 1936.
Il calo non si arrestò neppure nel secondo dopoguerra, quando il rapico miglioramento delle condizioni socio-economiche generali accelerò, paradossalmente, il fenomeno di spopolazione della montagna, tuttora in corso: si censirono così, a Chamois 151 abitanti nel 1951, e 141 soltanto nel 1961.
La popolazione residente è oggi di 94 persone, la metà circa delle quali è dedita al settore terziario (il turismo in particolare); seguono, come attività principali, l'agricoltura spesso svolta part-time e l'industria. L'artigianato è praticato soprattutto come attività secondaria; oltre alla scultura e l'intaglio sul legno, sono da segnalare soprattutto l'intreccio di cesti in pegno di nocciolo.
Esistono giacimenti di salgemma, ma essi non sono sfruttati economicamente. L'attività turistica è favorita, oltre che dalla bellezza incontaminata dei luoghi e dai moderni impianti per la pratica dello sci, dalf atto che Chamois è l'unico comune d'Italia totalmente privo di strade carrozzabili.
Il collegamento con il fondovalle è garantito da una funivia (inaugurata nel 1955 e ricostruita nel 1968) e da una teleferica per il trasporto di merci e animali; una seggiovia sale, dal 1960, all'incantevole lago di Lod, ed una seconda fino al colle di Fontana Fredda.
Chamois ha inoltre un altiporto costruito nel 1967, che fu il primo impianto del genere aperto in Italia; occupa un'area di 12.000 metri quadrati, la pista di atterraggio e decollo è lunga 350 metri e larga 30.
Le attrattive di carattere storico monumentale sono rappresentate, oltrechè dalla chiesa parrocchiale, da una nutrita serie di antiche case rurali - la più antica delle quali è datata 1654 - e dal mulino di Crépin, del 1834, con l'annessa curiosa cappella della trasfigurazione (detta anche "du Mont Tabor", 1856).
E' da segnalare anche la cappella della frazione Moulins, intitolata alla Trinità, del 1691 (restaurata nel 1880). A Suis sorge la cappella di Notre-Dame de Pitié risalente al 1707, ricostruita nel 1931.
Recentemente sono state edificate altre cappelle, dedicate rispettivamente alla Madonna Regina della Valle d'Aosta (sulla mulattiera per Valtournenche, 1942), a Notre-Dame des Neiges (al lago di Lod, 1965) e a San Domenico Savio (al confine con Valtournenche, 1980).